Talks

IN.SI.DIA – Un metallico grido italiano

Meglio tardi che mai si dice, ed ecco il graditissimo (ed atteso) ritorno di una band che negli anni 90 fece parlare di sé, formazione baciata dal talento e da una personalità straripante, persa purtroppo tra le spire dei maledetti anni 90. Ci troviamo per una birra con Manuel Merigo, storico chitarrista del combo lombardo noto come In.Si.Dia.
Ciao Manuel! Allora…prima di tutto non posso non chiederti com è nato il vostro ultimo disco.
“Ciao Alberto. Dunque, dopo la reunion si è riaccesa la voglia di metterci a comporre dei pezzi nuovi e vista la crescente richiesta da parte dei fan di riprovarci….eccoci qua! La pre-produzione è durata circa un anno e mezzo. I brani sono stati scritti partendo dai riff di chitarre di Manny e Ale… poi sono stati assemblati e arrangiati da tutti. L’onere e l’onore dei testi invece è toccato a Fabio che aveva avuto già esperienza in ogni vecchio disco ed era pronto a sostenere a tempo pieno la nuova veste.”

Insidia 2016 line up a (1)

Il vostro tipico sound che vi ha sempre contraddistinti è ben presente, così come qualcosa di molto moderno…ad iniziare da un accordatura davvero “low”.
“La scelta dei suoni, così come le accordature ribassate, sono aspetti che son risultati naturali visto che nel corso degli anni siamo rimasti aggiornati con la musica, metal e non solo. Tornare facendo musica vecchio stile non avrebbe avuto senso per noi!”

Infatti in un brano come ‘Denso Inganno’ i Machine Head si sentono non poco…sbaglio?
“Machine chi? Mai sentiti! Scherzi a parte, senz’altro sono una band che ammiriamo molto!”

Mi riferisco a quelli più primitivi… quelli di ‘Burn My Eyes’ per intenderci, nonostante la loro ultima re-incarnazione, con l’aggiunta dell’altro ex Vio-lence, Phil Demmel, li abbia resi più tecnici e classicamente thrash.
“Può essere. Tutto sommato pensiamo di avere una nostra identità ormai. Ovviamente le influenze arrivano da ciò che ascoltiamo.”

Scherzi? di identità ne avete da vendere, anche se fin dal principio vi hanno sempre etichettato come i “Metallica che cantano in italiano”.
“Lo abbiamo sempre preso come un complimento, anche perché i Metallica di allora non sono quelli di adesso!”

Verissimo… e come li trovi i Metallica di adesso?
“Diciamo che l’ultimo album lo trovo per certi versi apprezzabile, tutto sommato un bel disco e sicuramente molto meglio dei due che lo hanno preceduto.”

Voi infatti (come il 98% delle band) siete nati cantando in inglese e solo dopo vi siete spostati verso il nostro idioma…com è successo?
“Perché se hai avuto modo di sentire il nostro demo puoi facilmente capire che il nostro inglese era decisamente scarso, inoltre ritenevamo che fossimo più idonei a esprimerci in lingua madre. I nostri testi li scrivevamo, e lo facciamo tutt’ora, per essere capiti. Oggi l’inglese è senz’altro più diffuso anche nel Bel Paese, ma allora non era così. Mentre le skills di Fabio sono rimaste le stesse.”

Quindi la leggenda metropolitana che vuole Omar Pedrini a “capo” di questa scelta sono infondate?
“Esatto, e lo abbiamo ribadito più volte, ma a quanto pare senza esito. Omar lo conoscevamo da prima di incidere ‘Istinto E Rabbia’ e la nostra scelta ha senz’altro influito sul fatto che lui decidesse di investire e rischiare di suo su di noi. Lui ha accettato e con entusiasmo appoggiato la scelta.”

Siete ancora in contatto con lui?
“Si… sporadicamente qualche messaggio e qualche cazzata. Abbiamo tutti vite distanti e impegnative che come sempre purtroppo diluiscono i rapporti.”

Vi siete mai pentiti di questa scelta di cantare in italiano? Sincero…non hai mai pensato nemmeno per un attimo che “forse” vi siate potuti precludere parte di un mercato estero?
“No, assolutamente. Credo che a parte le motivazioni personali già dette, in realtà questo sia il nostro marchio di fabbrica che ha fatto si che il pubblico restasse così legato a noi. Continuiamo a ricevere messaggi di stima. Uno tra tutti: “mi avete risparmiato anni di terapia con i vostri testi”.

Conosci i Distruzione? Anche loro precursori del cantato italiano, pur in ambito più estremo.
“Si! Validissima band! E buoni amici.”

Senti, a proposito di influenze, il vostro brano strumentale…sai cosa sto per chiederti vero?
“Dimmi.”

Molta Svezia lì dentro.
“Ci siamo ispirati agli Ikea! Visto che comunque non siamo grandi cultori del genere “nordico” in realtà. Seriamente, come ti dicevo prima nel corso degli anni i nostri ascolti sono rimasti aggiornati, quindi penso sia naturale che inconsapevolmente qualcosa possa richiamare anche altri rami del metal estremo.”

Ho notato (e non solo io) che il disco contiene dei riff davvero immensi e questo mi fa pensare agli anni 80 e 90, dove il riff era tutto.
“Mi fa piacere che tu l’abbia notato. Il nostro intento è stato di cercare di comporre riff che messi insieme formassero una “canzone”. Quello che voglio dire è che volevamo che i pezzi rimanessero in testa a chi li ascolta. Credo che il nostro album non sia un disco da primo ascolto ma anzi lo devi sentire 3 o 4 volte per assimilarlo per bene e questa è una cosa che mi piace molto, dimostra che è un disco di spessore, non superficiale ed immediato.”

Confermo! Una curiosità per i musicisti tra i nostri lettori. Quale strumentazione usate?
“Io uso Mesa più una manciata di effetti tra qui il whammy. Ale usa Line6. Ci tengo poi a precisare che nel disco il lavoro di Ale è stato considerevole e determinante per ciò che volevamo che fosse l’album. Riguardo gli assoli ci siamo divisi il compito al 50%.”

Chitarre?
“Io Ibanez 6 corde abbassata in Bb, Ale invece usa una Schecter 7 corde.”

Ok Manuel grazie di tutto. Ci possiamo lasciare dicendoci però quali sono i prossimi progetti per gli In.Si.Dia.
“In questi mesi saremo impegnati in giro per l’Italia a promuovere il disco! La nostra intenzione è di suonare il più possibile!”

Discografia:
Istinto E Rabbia (1993)
Guarda Dentro Te (1995)

Line-up:
Fabio Lorini – voce, basso
Manuel Merigo – chitarra
Alessandro Venzi – chitarra
Alberto Gaspari – batteria

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

NO WAY OUT - ‘Dirty Games’ EP

Post successivo

DELIRIUM X TREMENS - I dettagli dello special show a Belluno