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WOODSCREAM – ‘Octastorium’

Dopo lunghe e sanguinose lotte intestine a Loud And Proud, il sottoscritto è riuscito a fare sua questa nuova, ennesima release made in Russia. Come avrete sicuramente notato seguendo le nostre (virtuali) pagine, Spagna e Madrerussia sono due degli stati a cui siamo più legati emotivamente e musicalmente. E’ quindi sempre un piacere venire a contatto con nuove band che, per un motivo o per l’altro, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione a livello internazionale. Ed eccoci qua ad ascoltare e riascoltare questi Woodscream, folk band capitanata dalla bella e brava Valentina. Il destino avverso ha voluto che un altro ben più noto gruppo folk metal loro compaesano valicasse i confini delle fredde steppe russe per conquistare l’Europa metallica e gli Stati Uniti. Stiamo ovviamente parlando degli Arkona. La domanda sorge quindi spontanea: Woodscream ed Arkona si assomigliano? Sì! Suonano praticamente lo stesso genere? Sì. Alle squillanti vocals di Valentina si accompagnano bestiali growl e sinistri scream? Sì. I Woodscream cantano in russo? Sì. Vabbè, ma allora a cosa serve continuare con questa recensione, penserete voi… Beh, c’è un ma, un invece, un però, una qualsiasi congiunzione che possa portarci a vedere e giudicare la proposta musicale dei Woodscrem con occhio differente, senza per forza soccombere sotto l’ingombrante peso dei loro ben più noti predecessori. ‘Octastorium’ – uscito nel 2014 come autoproduzione ed ora distribuito dalla Adulruna Records – ha una leggerissima anima più rivolta verso il rock, più aperta e meno oscura di quella dei lavori degli Arkona. Pensiamo che l’opener ‘Алан’ e ‘Зов’ spieghino meglio questo concetto, sicuramente più di quanto possiamo fare noi a parole. Certi episodi e certi giri quasi sbarazzini di accordi riportano alla mente i nostri Folkstone e proiettano i Woodscream in una dimensione più “leggera”, addirittura più fruibile di altri act folkettari e spesso difficili da digerire. Alla lunga va detto che ‘Octastorium’ si perde un po’ in soluzioni o giri non originalissimi, ma da un disco folk questo ce lo saremmo aspettato. Però oh… è un bell’album. Si lascia ascoltare senza troppi patemi mentali ed in certi punti è veramente trascinante. Bello! Né più né meno…

Tracklist:
01. Алан
02. Топь
03. Лесной Царь
04. An Dro
05. Коваль
06. Ворон
07. Зов
08. Witnesses Of J

Line-up:
Valentina Tsyganova – voce, recorder
Alexander Klimov – chitarra, scream
Ivan Budkin – basso, growl
Pavel Malyshev – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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