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MAGNET – ‘Feel Your Fire’

Prendete i Black Sabbath più blues, quelli di ‘The Wizard’…  Ora i Cream più rock, i Deep Purple meno progressive ed i Grand Funk Railroad di ‘Heartbreaker’ e forse avrete un idea di come suonano gli italianissimi Magnet, che nel 2017 suonano virtualmente con i pantaloni a zampa d’elefante, amplificatori vintage e posseduti dallo spirito di band che hanno fatto la storia. La band nasce nella prima metà del 2016, su iniziativa di Riccardo Giuffrè, bassista dei Psychedelic Witchcrat – qui nel ruolo di cantante e chitarrista – ed immediatamente focalizza la propria energia verso la registrazione di un album che catturi la spontaneità ed i colori di un epoca passata, eppure musicalmente mai così tributata ed amata come in questi anni. La voce di Riccardo è “educata” e perfetta per questo genere, con intonazione ed un timbro assolutamente adatti e calati nel ruolo. Per gli amanti delle chitarre questo disco è un vero Luna(r) Park: effetti vintage, suoni caldi ed analogici, assoli lunghi, viscerali, blues fino al midollo, di gusto sopraffino. Se volete paragonare i Magnet ad una band attuale ma dal suono retrò, non possiamo non suggerirvi i Firebird di Bill Steer, combo musicale davvero simile ai nostrani musicisti qui presi in esame. Dimenticatevi l’aggressività settantiana di band come Spiritual Beggars, che restano metal nelle intenzioni, stoner nell’attitudine e rock nel linguaggio, qui abbiamo puro, distillatissimo e “magnetico” blues rock. Pezzi come ‘Ouroboros’ – con il suo riffing stupefacente – e ‘Drive Me Crazy’, avrebbero fatto la fortuna di molte band 40 anni fa, così come la splendida ed energica title-track ci riempie di adrenalina e voglia di muoverci prima della coda finale dove un accenno alla progressione armonica di ‘Planet Caravan’ lancia uno splendido assolo di chitarra che ci accompagna fino al termine del brano dove il potente riff chiude il “cerchio magico”. Il famoso brano dei Black Sabbath viene ancora “scomodato” con l’ultima traccia intitolata ‘Magnet Caravan’, un personalissimo tributo all’ipnotico brano contenuto nell’album ‘Paranoid’ (1970). Il brano (coverizzato anche dai Pantera nel 1994) vieni qui omaggiato con la struttura armonica, le percussioni, il mood, ma con un testo differente ed una linea vocale melodica inedita che lo rende “de facto” un pezzo completamente diverso. Un disco che è come un bacio di una bella sconosciuta: inaspettato, piacevole, caldo. Da ascoltare ad occhi chiusi.

Tracklist:
01. Buried Alive With Thee
02. Ouroboros
03. Light
04. Little Moon
05. Drive Me Crazy
06. Feel Your Fire
07. Satan’s Daughter
08. Magnet Caravan

Line-up:
Riccardo Giuffrè – voce, chitarra
Jacopo Fallai – chitarra
Vanni Fanfani – basso
Mirko Buia – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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