Ci sono ragazzi che, a fari spenti, fanno più per il metal (specialmente quello tricolore) di tanti addetti ai lavori o promoters a tempo pieno. Uno di questi è Claudio Pino, che nel nostro ambiente è noto sia per l’esperienza trentennale alla conduzione, insieme all’amico Luca Guiotto, di uno dei programmi radiofonici sull’hard & heavy più longevi al mondo, Loud’n’Proud (su Radio Diffusione Pistoia) che per essere uno di quei metallari che si vedono sempre ai concerti che contano. Oltre ad aver curato interamente un paio di dischi tributo alla Strana Officina, realizzati con amore e competenza, Claudio si è da qualche anno lanciato nell’organizzazione annuale di un piccolo festival davvero interessante in corrispondenza del proprio compleanno. Se le prime edizioni avevano portato bands nostrane storiche del calibro di Dark Quarterer, Bud Tribe e Sabotage e acts stranieri di culto come gli Holocaust, anche l’edizione di quest’anno, denominata “43…and still rockin’ on!”, non è certamente stata da meno.

La partenza è sparata grazie allo speed metal dei Fallen Fucking Angels, tutto all’insegna di una passione smodata per l’old school sound di bands come Exciter e Razor, alla quale il gruppo unisce un approccio punk che ricorda i Motorhead che a tratti sfocia nell’hardcore più tirato. La manciata di brani a disposizione dei nostri scorre veloce e piacevolmente mentre il locale si sta ancora riempiendo, con il giusto pegno pagato al nuovo disco ‘The Sign Of The Razor’. Il Circus club è un locale di dimensioni contenute ma l’acustica è veramente buona, con un plauso per l’ottimo lavoro svolto dietro il soundboard da Dario Caroli (drummer di Sabotage, Bud Tribe e proprietario del locale).

Con i Mantra ci si tuffa in ambito hard rock e non potrebbe essere altrimenti visto che a rubare la scena arriva la voce di Jacopo Meille, vocalist dei Tygers Of Pan Tang (e di altri interessanti progetti), ormai noto nella scena rock-metal italiana come una sorta di Robert Plant italiano. Notevole anche il lavoro al basso di Andrea Bartolini, sicuro e sinuoso il riffing di Gianluca Galli. Jacopo è uno di quei cantanti che ama adagiare le proprie linee vocali sui riffs del chitarrista, per un matrimonio sonoro qui davvero riuscito. Il risultato è una quarantina di minuti di hard rock di classe, con molti estratti dal quarto album, il fresco di stampa ‘I4D’. Tra i brani proposti spiccano per intensità ‘Rush For Love’, ‘Hard Times’ ed ‘In The Name Of The Fathers’. Una band da riscoprire o conoscere per la prima volta.

Fuori dal locale la serata non è di certo calda ma dentro, con il locale ormai strapieno, c’è chi sembra non farci caso. Ross Lukather è un personaggio che definire storico è riduttivo. L’ex drummer di Death SS (e Labyrinth) si sistema dietro al drumkit vestito unicamente con un paio di boxer neri. L’occasione è davvero interessante, riesumare il repertorio degli storici Hyaena insieme al chitarrista originale Gabriele Bellini, bravissimo, ed a due disponibili guests, Mirko Serra al basso e Jac Salani alla voce. Il tutto per rendere giustizia ad un ispirato true metal tirato con sentori prog, reminiscente di Metal Church e Vicious Rumors. Lo storico demo ‘Metamorphosis’ del 1987, è una vera cult release, una gemma da riscoprire ad ogni costo. C’è anche un piccolo siparietto finale, con Lukather al microfono a chiedere a Bellini ed al pubblico se la rimpatriata avrà un seguito. Il finale con ‘Screams Of Savannah’, il brano più travolgente, acclamato a gran voce, fa pensare che ci sia ancora uno zoccolo duro di fans, vecchi e nuovi, che potrebbe gradire e non poco una reunion in pianta stabile di questo tesoro ingiustamente un po’ nascosto tra le pagine ingiallite del grande libro della storia del metallo tricolore.

I Savage fanno parte di quella schiera di gruppi della NWOBHM che, per una serie di motivi, non hanno mai raggiunto i vertici di popolarità dei grandi big del movimento (Iron Maiden, Def Leppard, Saxon..). Hanno comunque avuto il grande merito di realizzare almeno un disco capolavoro, quel debutto discografico di ‘Loose’n’Lethal’ che, anche a distanza di trent’anni, fa ancora capolino in diverse classifiche dei migliori dischi di un genere musicale tanto seminale. Non è un caso che la celebre ‘Let It Loose’ sia stata ripresa anche dai primissimi Metallica. Al solito, ogni generazione successiva incorpora elementi del sound di quella precedente, spesso in versione più heavy ed estrema, il passaggio dal classic metal targato NWOBHM al thrash metal melodico ottantiano si spiega anche così. La scaletta è davvero interessante, alternando tutti gli otto pezzi del citato cult album con i nuovissimi brani dall’appena rilasciato ‘7’, platter che conferma quanto di buono già proposto dal precedente ‘Sons Of Malice’, qui rappresentato unicamente da ‘The Rage Within’. Tra i nuovi pezzi segnaliamo con piacere ‘I Am The Law’ e la più greve ‘Super Spy’. Il tocco old school del chitarrista e compositore Andy Dawson si rivela la vera marcia in più del gruppo tanto quanto la voce del frontman (e bassista) Chris Bradley. Il pubblico dimostra di gradire moltissimo, con alcuni giovanissimi fans delle prime file a cantare ogni parola di brani come ‘White Hot’, ‘Ain’t No Fit Place’ o dell’attesissima ‘Let It Loose’. Una scena che fa davvero piacere e che, a suo dire, resterà impressa anche nella memoria del simpaticissimo Chris. Una serata di festa da ricordare sia per la buona musica che per l’atmosfera familiare, per un appuntamento che, con scadenza annuale, si sta davvero ritagliando un suo spazio in un calendario concertistico davvero ricchissimo di eventi. Loud’n’Proud!

Testo di Massimo Incerti Guidotti

Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Classe 1972, fotografo professionista rock-metal di matrice prettamente “old school”.
Come fotografo, ho collaborato con Metallus.it, Truemetal.it, Metal Hammer Italia e dal 2005 al 2015 sono stato fotografo ufficiale di Metal Maniac.
Il mio sito personale: www.lucabernasconi.com
La mia pagina FB: www.facebook.com/lucabernasconiphotographer

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