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MAYHEM – ‘De Mysteriis Dom Sathanas Alive’

Qualcuno, vi prego, qualcuno ci spieghi il significato di questo disco. Noi non lo capiamo… davvero. ‘De Mysteriis Dom Sathanas’ è stato ed è il disco manifesto della seconda ondata black metal. Assurto allo status di icona per meriti musicali ed extra-musicali, permeato da un atmosfera unica, diabolica, malata e menagrama. Signori, stiamo parlando di un disco i cui testi sono scritti da Dead, un ragazzo depresso che inspirava effluvi mortiferi dal cadavere di un corvo e che poi si uccise scusandosi per il “troppo sangue” lasciato sul posto; testi cantanti da Attila Csihar, stella nascente dell’underground estremo. Inutile far finta di non sapere che, qualsiasi cosa si dica “ufficialmente”, le parti di basso sono state suonate dalla stessa persona che poi uccise Euronymous, mastermind della band (e non solo). Insomma, di materiale per guadagnarsi la nomea di “band maledetta” diremmo che ce n è da vendere! Ovviamente il disco è diventato una sorta di grimorio musicale, osannato ed idolatrato da schiere infernali di fan devoti al dogma dei Mayhem, a quel mantra ripetuto da blackster a blackster: “De Mysteriis Dom Sathanas” è il miglior disco black metal di sempre. E guai a dire il contrario. Sarebbe ancor più blasfemo dei Mayehm stessi. Cosa fa la band in questione sul finire di questo 2016? Decide di pubblicare il primo concerto in cui hanno riproposto “live” l’intero disco in questione. Registrato in Svezia il 18 dicembre 2015 al Black Christmass Festival, il disco sembra tutto tranne che “live”. La band ha simpaticamente tagliato ed eliminato ogni interazione con il pubblico, qui praticamente “fantasma” ed assente. Una “bibbia black metal” come questo disco, avrebbe forse guadagnato maggior fascino se la canzoni fossero state arricchite dalla partecipazione quasi ritualistica dei fan, in un feedback continuo di energie nere e maligne. Il disco sembra una sterile registrazione in presa diretta in studio, mancando in toto il senso di questa pubblicazione. Ovviamente la band suona in modo perfetto, Attila usa tutte le sue voci ed Hellhammer fa il suo compitino alla perfezione (andiamo… sono ben altre le band dove il super-batterista si diverte) e i brani… beh, quelli non si discutono. Peccato che la band sia riuscita nell’arduo compito di rendere un disco glaciale e storico…semplicemente freddo ed inutile.

Tracklist:
01. Funeral Fog
02. Freezing Moon
03. Cursed In Eternity
04. Pagan Fears
05. Life Eternal
06. From The Dark Past
07. Buried By Time And Dust
08. De Mysteriis Dom Sathanas

Line-up:
Attila Csihar – voce
Ghul – chitarra
Teloch – chitarra
Necrobutcher – basso
Hellhammer – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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